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CONCORSO INTERNAZIONALE PER GIOVANI COMPOSITORI

Milano, 5 febbraio 2014. La giuria del concorso internazionale Sergio Dragoni, presieduta da Paolo Arcà e composta da Sonia Bo, lvan Fedele, Cristiano Gualco, Fabio Vacchi e Hatto Beyerle, ha deciso all’unanimità di attribuire il premio alla composizione dal titolo Monos. Ne è autore Omar Dodaro, comasco, classe 1976, studi musicali presso i Conservatori di Musica di Como e di Milano, laurea in Psicologia a Padova e abilitazione alla professione presso l’università di Milano Bicocca.

Al compositore vanno i 6.000 euro del premio offerti dalla Fondazione Sergio Dragoni.
La prima assoluta di Monos verrà eseguita dal Quartetto di Cremona il giorno 29 giugno nell’ambito della lunga giornata musicale in Conservatorio che festeggerà il 150mo compleanno della Società.

È un lavoro che recupera, con una scrittura artigianale di grande perizia tecnica, l’essenza più autentica della forma del quartetto d’archi, con un dialogo continuo alternato tra i quattro strumenti. (Paolo Arcà)

“Monos” è una composizione nitida e degna di nota. L’autore ha ben chiaro quello che vuole comunicare all’ascoltatore. Il lavoro è suddiviso in sei parti, ognuna delle quali con un suo carattere specifico. Il materiale tematico è ben riconoscibile, e si presterebbe, secondo il mio modo di sentire, anche a essere sviluppato in modo più contrappuntistico. La composizione è breve, ma equilibrata e molto densa. In questo modo il compositore evita possibili tempi morti. Si è sempre desiderosi di sapere dove il compositore ci sta per condurre e si segue quindi con vivo interesse lo scorrere della musica. In questo modo tutte le premesse per un lavoro significativo sono soddisfatte.
Personalmente avrei dato più spazio alla variazione del concetto di “tempo”, probabilmente il più importante elemento nello sviluppo della musica. Mi manca un po‘ il silenzio, come emanazione del pensiero interiore, che per me è importante tanto quanto la frase suonata.
Complessivamente posso affermare che “Monos” è una composizione decisamente riuscita: I miei complimenti! (Hatto Beyerle)

Tra le caratteristiche che più possono aver contribuito all’individuazione del brano di Omar Dodaro, ne cito almeno una: solida scrittura professionale che denota una reale conoscenza delle effettive possibilità espressive di un quartetto d’archi e che esclude sia l’impiego di tecniche esecutive al limite dell’utopia, sia un linguaggio “facile” che comporti una semplificazione della scrittura a puro uso di un pubblico poco avvezzo alla complessità della musica contemporanea. (Sonia Bo)

È stata premiata una partitura particolarmente fresca e ricca di immaginazione, né convenzionale né meramente utopica, che valorizza il quartetto d’archi come “strumento” capace delle suggestioni più raffinate e che si presta ad essere ascoltata e seguita con interesse da un pubblico non necessariamente d’esperti. (Ivan Fedele)

Il lavoro di Dodaro ha rappresentato il punto di convergenza delle diverse esperienze musicali al tavolo dei giurati. Mi ha colpito molto la chiarezza, la varietà e la professionalità che traspare dalla scrittura di questo lavoro, e sono ansioso di poterlo far vivere col mio quartetto. (Cristiano Gualco)

Il brano di Dodaro è scritto con grande padronanza strumentale e stilistica, e inoltre esce dai consueti stereotipi di tanta accademia dell’avanguardia, cercando di delimitare una propria cifra originale. È di grande impegno per gli esecutori, senza tuttavia uscire dalla fisiologia degli strumenti, ma sempre mirando ad un risultato espressivo. (Fabio Vacchi)

Il Concorso – sostenuto da Intesa Sanpaolo – 
fa parte del progetto Verso il futuro, dal nostro passato 
per i 150 anni della Società del Quartetto di Milano.

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Monos Da Vinci Edition
Monos Babelscores