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Integrazione e replica lettere pubblica su Orizzonte Scuola in merito alla discliplina Tecnologie musicali A063

 

In risposta agli articoli pubblicati da Orizzonte Scuola, si pubblica integrazione e replica inviata all’indirizzo della testata il giorno 26/08/2020

https://www.orizzontescuola.it/docenti-a063-tecnologie-musicali-stabilizzateci-granato-m5s-ho-chiesto-intervento-nel-concorso

https://www.orizzontescuola.it/docenti-tecnologie-musicali-cacciati-da-abilitati-in-romania-e-docenti-di-altre-materie-che-entreranno-in-i-fascia-gps/

 

 

Gentile redazione,

ho letto settimana scorsa l’articolo «Docenti Tecnologie musicali, “cacciati da abilitati in Romania e docenti di altre materie che entreranno in I fascia GPS”» che rimanda all’intervista «Docenti A063 (tecnologie musicali), “stabilizzateci”. Granato (M5S): “ho chiesto intervento nel concorso”».

Dopo un’attenta lettura dei testi sento l’esigenza di scrivere alcune precisazioni trovandomi primo nelle graduatorie regionali della classe di concorso A-63 D.D.G. 85/2018 per la regione Lombardia.

 

La situazione che si è creata nei Licei musicali dovrebbe far emergere, primariamente, le modalità con le quali l’amministrazione gestisce (ed ha gestito) questo nuovo percorso di studi, senza in alcun modo creare conflittualità.

 

E’ noto che nei Licei musicali e coreutici dalla «Conferenza dei Direttori [omissis]» a «ieri» – per talune regioni – o ad «oggi» – per certe altre (vedi C.C.N.I., a sua volta integrato ulteriormente da successivi accordi decentrati in data 22 luglio 2020) – si è sempre lavorato in deroga, e che questa non è regola: difatti si parla di “fase transitoria”. Il personale in servizio è edotto e consapevole sin dal 2010 della natura eccezionale dell’incarico.

 

Nel mentre sono state messe a disposizione le seguenti opportunità:

• PAS 2013
• TFA 2014
• Concorso 2016
• Concorso 2018

 

Mi permetto, quindi, di esprimere alcune considerazioni intervenendo su quanto esposto dal collega (la parte in corsivo è quanto viene riportato nell’intervista).

 

Dall’articolo

https://www.orizzontescuola.it/docenti-a063-tecnologie-musicali-stabilizzateci-granato-m5s-ho-chiesto-intervento-nel-concorso/

 

Professor Domenico Stranieri, quello descritto sopra è un fatto piuttosto originale.

“Direi che è un fatto emblematico: in questo momento si stanno svolgendo i corsi di formazione per tutti i docenti di ruolo italiani della disciplina Tecnologie Musicali (A063) utili a ottenere i crediti che la Buona Scuola ha previsto. Ebbene, tra i formatori ci siamo sia io che Tommaso Rosati di Prato. Entrambi docenti precari con molti anni di servizio specifico alle spalle. Ci viene pertanto riconosciuta la competenza necessaria per svolgere la funzione di formatori ma non per essere docenti di ruolo”.

 

Mi è sembrato di cogliere che si ritiene più qualificata la figura del formatore rispetto a quella del docente. Le due professioni sono, in realtà, differenti in quanto la prima organizza, gestisce e velocizza processi di formazione, la seconda è responsabile dell’insegnamento tout-court, quindi agisce anche sul piano educativo, promuovendo l’equilibrio psico-fisico e la crescita del giovane. Lo scrivente è stato formatore, consapevole degli elementi comuni ma anche della sostanziale diversità.


Una situazione che ricorre spesso e su vari fronti.

“Purtroppo negli anni è accaduto di peggio. Ad esempio, il Miur non ci ha permesso di partecipare né al concorso del 2016 né a quello del 2018 perché non in possesso di abilitazione. Il problema è che l’abilitazione ad A063 non è mai esistita”. Risata.

 

La possibilità di sostenere i concorsi 2016 e 2018 era subordinata al possesso dell’abilitazione che si sarebbe potuta conseguire attraverso i PAS e i TFA. I docenti incaricati sui Licei musicali dal 2011/12 (quindi da 8 anni ad oggi) avrebbero potuto accedere al PAS del 2013 (con 180 giorni di servizio) o al TFA dell’anno successivo.

 

Perché ride?

“[Perché ha permesso invece che partecipassero i docenti abilitati per l’insegnamento della musica nella scuola media. In molti casi, questi docenti non avevano né il titolo di studio specifico, né gli anni di servizio specifico. E ora sta per accadere che personale formato e abilitato per insegnare musica alle medie insegnerà una disciplina completamente diversa al liceo. 1] [Mentre docenti formati che hanno inventato la disciplina Tecnologie Musicali si troveranno costretti a riciclarsi come docenti di musica alle medie pur avendo un altro profilo professionale. La situazione più plateale e per certi versi anche esilarante – se non fosse che porterà conseguenze che andranno a ledere la qualità dei licei musicali italiani – è che, mentre il concorso del 2016 è stato ben gestito e in molte regioni hanno bocciato tutti i candidati, nel 2018 c’è stata una vera e propria ‘amnistia’ perché, essendo non selettivo, è bastato sedersi davanti alla commissione per entrare in graduatoria e un domani ottenere la cattedra. Risultato: gran parte dei docenti bocciati nel 2016 ha avuto la sua occasione. 2] [Aggiungo, e qui provo disgusto, che dalla graduatoria si evince quali candidati hanno partecipato con un’abilitazione acquisita all’estero. Mi chiedo come mai si siano fatti interrogare in inglese e non in romeno dato che lo conoscevano così bene da poter conseguire l’abilitazione in Romania. Nel tempo, siamo stati scavalcati da docenti privi di titoli di servizio e di studio specifici, abilitati ad altra classe di concorso. I sindacati non hanno ottenuto risultati di alcun tipo: siamo in pochi e pertanto preferiscono le class-action. 3] Abbiamo contratti di 10 ore di servizio ma ne svolgiamo molte di più. Non ci sono le condizioni per creare le canoniche cattedre di 18 ore perché c’è mediamente un solo liceo per provincia con una sola sezione, altrimenti saremmo già stati rimpiazzati dai vincitori di concorso. Il docente di Tecnologie Musicali, come ben sanno i dirigenti, svolge molte più ore del previsto perché deve gestire il laboratorio e predisporlo all’attività didattica. I tecnici di laboratorio non hanno quel tipo di competenza”.

 

Rispondo per punti:

1. Il Ministero ha permesso che partecipassero i docenti d’area nella loro unitarietà (ex A031/A032/A077), con i titoli congiunti specifici (diplomi c.d. “vecchio ordinamento”, diplomi o lauree di II livello, crediti – anche se quest’ultimo punto è controverso – ). Così espresso sembra che essere docente alle medie sia meno qualificante, mentre, invece, è un’esperienza necessaria per approfondire aspetti educativi e metodologici.

2. Il problema è la “transitorietà” di cui i colleghi incaricati erano stati messi al corrente oltre che l’assenza di un percorso psico-pedagogico, metodologico e amministrativo di base che avrebbe dovuto essere verificato all’inizio e che non può essere sostituito dalla sola esperienza, spesso veicolo di «errori di generalizzazione». Inoltre, ai docenti di ruolo è stata preclusa la possibilità di partecipare al concorso 2016 ed il concorso 2018 non si è basato solo sulle conoscenze, ma ha accertato prevalentemente le competenze metodologiche, pedagogiche e pratico-operative.

3. L’abilitazione estera è una delle possibilità da considerare, la cui fattibilità non rimanda unicamente alla “furbizia dell’aspirante”, ma anche alla responsabilità etico-deontologica dell’ente certificatore ed alle azioni di controllo degli organi amministrativo-giudiziari. Lo scrivente, ad esempio, è abilitato sia in Italia, sia in Svizzera a seguito del percorso indicato dalle istituzioni elvetiche.

 

Per quanto riguarda le considerazioni di cui all’articolo
https://www.orizzontescuola.it/docenti-tecnologie-musicali-cacciati-da-abilitati-in-romania-e-docenti-di-altre-materie-che-entreranno-in-i-fascia-gps/

 

Professor Domenico Stranieri, è dunque finita male per i docenti di Tecnologie musicali?

“Come in una partita a scacchi, siamo stati messi nella condizione in cui non è più possibile fare alcuna mossa. Tutto liscio invece per chi ha scelto la via dell’abilitazione estera e per chi si è abilitato a discipline differenti da quella che si insegnerà. E’ come se gli avessimo fornito tutte le informazioni utili per sbatterci fuori e non per salvaguardare la nostra situazione lavorativa e la qualità dei licei musicali. Tutto è illogico e senza senso, sembra quasi un atto volontario. Il governo ha deciso che docenti titolati e con esperienza non hanno diritto di continuare a insegnare la disciplina che insegnano da dieci anni e li sostituisce con personale abilitato ad altro, con titoli di studio non specifici e privo di esperienza. Io e i miei colleghi non siamo solo delusi, non ci capacitiamo di come si possa arrivare a tanto e sicuramente in qualche modo ci faremo sentire. È vergognoso”.

 

Non sono certo di aver capito esattamente chi sono i docenti «con titoli di studio non specifici». Chi ha partecipato al concorso del 2016 era abilitato o comunque in possesso di titolo specifico. Quanto alla mancanza di esperienza, questo vale anche per i docenti che hanno insegnato nei licei musicali per anni senza aver maturato inizialmente alcun servizio ed in molti casi privi di titoli didattici idonei. Pur non entrando nel merito dell’operato professionale, avverto, però, la tendenza inversa.

 

Cosa cambia per gli studenti?

“Questo governo si pregia di considerare gli studenti al primo posto e invece è capace di quanto appena descritto. Molti studenti dei licei musicali si ritroveranno in aula un nuovo docente di Tecnologie Musicali individuato secondo criteri di reclutamento assurdi e insensati tra cui l’interruzione della continuità didattica.”

 

La continuità didattica basata sulle deroghe deve necessariamente interrompersi per non incorrere negli errori del passato e fare in modo che vengano applicate le regole, così come già accaduto e così come accade oggi in molte regioni d’Italia, attenendosi alla normativa e mettendo la parola “inizio” ad un Liceo musicale e coreutico completo sia nella forma, sia nella sostanza.

 

Vi ringrazio per la lettura e per l’opportunità di replica.

 

Rimanendo a disposizione,

porgo distinti saluti.

Omar Dodaro

26/08/2020

 

Musica S.S. I grado

T.M. Liceo Musicale

 

 

Diplomato e laureato in Composizione, Musica elettronica, Psicologia e Educazione Musicale presso i Conservatori di Como, Milano, Lugano e le Università degli Studi di Padova e Milano-Bicocca. I suoi lavori sono stati eseguiti e/o selezionati in festival quali «M.C.U.» (2019, Milano), «Bauhaus_reload» (2019, Berlino, Dresda), «Schubert_reload» (2019, Lugano), «Minikino» (2017, Bali), «N.Y.C.M.E.F.» (2017, New York), «Los Angeles CineFest» (2017), «Boomtown» (TX, USA, 2017), «MusLab U.A.M.» (Città del Messico), «Today’s music» (Roma), «Mauricio Kagel» (Wien), «Crisis and Rebirth» (Genova), «Nutrire la musica» (Expo 2015, Milan), «Concerti di Mezzogiorno» (Orta S. Giulio), «XX Festival Internacional de Música Electroacústica» (Valencia e Granada), «Sergio Dragoni» (primo premio per il 150° della Società del Quartetto, Milano), «Punti di ascolto 6» (Ce.m.at., Roma), «Pierre Schaeffer» (Pescara), «Vuotociclo IV – Sankta Sango» (Napoli), «Apocalypse project» (Milano). Alcune video-installazioni sono state alle stite in gallerie e rassegne tra l’Italia, la Svizzera e la Grecia. Ha composto la colonna sonora originale del film «Il mercante di sogni», premiato «Moving Picture Film Contest» (U.S.A.). Ha preso parte a sonorizzazioni in tempo reale ed ha realizzato la regia del suono di lavori di J. Cage e K. Stockhausen (Milano). I suoi lavori sono pubblicati da Da Vinci (Osaka) e Babelscores (Parigi). Parallelamente all’impegno artistico svolge un’intensa attività didattica nella scuola secondaria di I e II grado ed ha svolto la libera professione di psicologo prevalentemente in progetti psico-educativi integrati con il suono, la musica e le nuove tecnologie. E’ primo graduato A-63 e terzo graduato A-64 D.D.G. 85/2018.

 

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